PATOLOGIE

LESIONI DA DECUBITO – FATTORI DI RISCHIO

I fattori di rischio che concorrono nella formazione di una lesione da decubito vengono comunemente suddivisi in tre tipologie: Fattori Locali – Fattori Generali – Fattori Ambientali.

Fattori Locali:

Pressione: Forza esercitata perpendicolarmente sui tessuti compressi tra le prominenze ossee ed il piano di appoggio del corpo (materasso, sedia, apparecchio gessato, ecc.). In condizioni normali, una persona giovane distesa a letto esercita sui punti d’appoggio una pressione che varia dai 120 ai 180 mm Hg. L’acidosi lattica su base ischemica che si determina, per il protrarsi di compressioni locali, stimola le terminazioni nervose provocando, anche nel sonno, un’automatica modifica delle posture assunte che, mediamente, avviene ogni 11 minuti con conseguente decompressione dei punti di appoggio. L’età e la comparsa di patologie che comportano un’alterazione dello stato di coscienza o di ridotta sensibilità locale determinano il deterioramento di tale meccanismo.

Forza di stiramento: Forza esercitata parallelamente al piano di appoggio, determinata dallo slittamento dei segmenti corporei da una posizione ad un’altra se non sorretti adeguatamente. Si produce così una trazione dei tessuti molli superficiali ancorati dalle fasce muscolari profonde, con effetto di stiramento, possibile angolazione, microtrombosi, ostruzione e recisione dei piccoli vasi, ipossia e conseguente necrosi tissutale profonda.

Attrito/frizione/sfregamento: Forza esercitata tra due superfici a contatto che si muovono l’una contro l’altra (lenzuolo o biancheria e superficie corporea): asportando gli strati superficiali, rende l’epidermide più suscettibile agli eventi lesivi. I fenomeni attrito e stiramento si verificano anche quando la persona, in modo autonomo, scivola sul letto o sulla sedia, o quando si sposta sul letto spingendosi con gomiti e talloni.

Macerazione: Fenomeno provocato dalla permanenza di liquidi biologici sulla cute che generalmente si verifica a seguito dell’incontinenza urinaria e/o fecale, ma può essere favorito anche da sudorazione profusa. Rappresenta una delle cause più frequenti di danneggiamento della cute stessa aumentando di circa sei volte il rischio di comparsa di lesioni , in quanto tali sostanze risultano molto aggressive, ed inoltre modificano il pH cutaneo rendendo la cute vulnerabile agli insulti meccanici, fisici e biologici.

Fattori Generali

Età avanzata: L’invecchiamento determina modificazioni delle caratteristiche cutanee quali:

Diminuzione della produzione di sebo e sudore con facilità alla secchezza;

Diminuzione dell’elasticità cutanea;

Diminuzione del pannicolo sottocutaneo;

Diminuzione della massa muscolare;

Diminuzione della percezione sensoriale e dei riflessi nocicettivi;

Cambiamenti cardiovascolari che causano una riduzione della perfusione tissutale e la diminuzione della risposta immunitaria.

Riduzione della mobilità: La riduzione e/o l’assenza di mobilità può essere determinata da:

Cause neurologiche sensoriali e motorie: assenza della sensibilità al dolore, alla pressione, paresi con associata atrofia muscolare e riduzione del pannicolo sottocutaneo;

Cause non neurologiche: sedazione, presenza di apparecchi gessati, interventi chirurgici, malattie neoplastiche.

Alterazioni distrettuali del circolo: Qualsiasi situazione che riduca la circolazione ed il nutrimento della cute e del tessuto sottocutaneo (es. arteriopatie, alterazione della perfusione tissutale), fa aumentare il rischio di LDD. Le persone affette da diabete mellito o con presenza di edemi, sono soggette ad un’alterazione del microcircolo ed uno scarso nutrimento della cute.

Disturbi della nutrizione: Tra i disturbi della nutrizione si citano: malnutrizione, iponutrizione, squilibri del bilancio proteico, disidratazione, obesità, squilibri vitaminici e di sali minerali. L’ipoalbuminemia e la conseguente riduzione della pressione oncotica, favorisce l’edema interstiziale che aumenta la distanza delle cellulare dai capillari; Ciò riduce per tanto il livello di diffusione di Ossigeno a livello cellulare. Questo fattore associato alla pressione che genera ischemia, è in grado di favorire la comparsa di necrosi.

Stati infettivi: Le turbe del sistema immunitario si ripercuotono sulla funzionalità cutanea, alterandone le caratteristiche e riducendone la capacità riparativa. L’ipertermia spesso associata, determina un incremento delle richieste metaboliche pari al 10% per ogni grado°C di aumento della temperatura corporea.

Cause iatrogene: L’utilizzo di sedativi, ipnotici, miorilassanti, citotossici, l’uso non corretto di materiali sanitari (soluzioni sgrassanti o irritanti), le frizioni ed i massaggi in zone compromesse, favoriscono l’insorgenza di LDD. Patologie aggravanti: Diabete, anemia, obesità, insufficienza cardio-respiratoria e insufficienza renale, cachessia.

Fattori Ambientali

Tasso di umidità inferiore al 40%

Temperatura inferiore ai 18°C che provoca ipotermia circolatoria tissutale

Surriscaldamento ambientale che può portare a sudorazione profusa e conseguente disidratazione

Irradiazione, che avviene per emissione di radiazioni dannose per la cute da fonte luminosa.

Tutti questi fattori possono esporre la cute a disidratazione e conseguente riduzione di elasticità ed integrità, predisponendola al rischio di insorgenza di LDD.

Fattori di rischio: Intrinseci e Estrinseci

Numerosi sono i fattori di rischio implicati nell’insorgenza delle lesioni da decubito. Questi si possono suddividere in fattori intrinseci (legati al paziente) e fattori estrinseci (legati all’ambiente).

Fattori intrinseci:

Malnutrizione: Diminuzione del peso corporeo superiore al 15%

Ipoproteinemia: Maggiore vulnerabilità all’ischemia

Anemia: Ipossigenazione

Età avanzata: Modificazioni della cute, diminuite difese e ritardata riparazione

Incontinenza: Macerazione

Febbre: Aumentata richiesta d’ossigeno

Immobilità, fratture: Aumentata esposizione alla compressione

Perdita di sensibilità: Compromissione del meccanismo riflesso del cambio di postura

Ipoperfusione: Ischemia

Malattie cardiovascolari e respiratorie: Alterata circolazione ematica e quindi ipossia tissutale

Obesità: Carico eccessivo

Magrezza: Riduzione dei tessuti che fanno da “cuscinetto” tra la cute e le prominenze ossee

Infezioni sistemiche: Ascessi muscolari e cutanei Diabete mellito; Angiopatia

Ipoglicemia: Diminuita sintesi di collagene

Disidratazione: Ipoperfusione

Immunodepressione : Riduzione delle difese

Fumo: Fibrosi del derma

Malattie psichiche: Ipomobilità

Fattori estrinseci:

Stress meccanico (ad es. frizione quando il paziente viene mobilizzato)

Inadeguata rimozione della compressione nel paziente allettato

Interventi chirurgici senza rimozione della compressione per oltre 2.5 ore Riduzione della temperatura della sede di compressione (cellule ed enzimi sono maggiormente attivi a temperatura corporea)

Essiccazione della medicazione (la guarigione è facilitata in ambiente umido)

Utilizzo di steroidi che abbassano le difese dell’organismo e riducono i processi riparativi

Alto turnover e carenze nei flussi informativi tra operatori sanitari

PATOLOGIE - LESIONI DA DECUBITO - FATTORI DI RISCHIO
PATOLOGIE - LESIONI DA DECUBITO - FATTORI DI RISCHIO
PATOLOGIE - LESIONI DA DECUBITO - FATTORI DI RISCHIO
PATOLOGIE - LESIONI DA DECUBITO - FATTORI DI RISCHIO
PATOLOGIE - LESIONI DA DECUBITO - FATTORI DI RISCHIO
PATOLOGIE - LESIONI DA DECUBITO - FATTORI DI RISCHIO