PATOLOGIE

LESIONI DA DECUBITO – LE CAUSE

I principali meccanismi fisiopatologici che determinano l’insorgenza delle lesioni da decubito sono la pressione e lo stiramento. Altre condizioni che svolgono un ruolo di concausa sono lo sfregamento e l’umidità.

La pressione esercitata sui tessuti è considerata il fattore patogenetico principale.

La pressione normale nella circolazione capillare arteriosa è di 32 mmHg.

La compressione esterna diventa lesiva per i tessuti, quando supera il livello critico di 32 mmHg, poiché causa una riduzione dell’apporto ematico con conseguente ischemia ed ipossia.

Gli effetti della compressione variano, oltre che per l’entità e la durata della compressione, anche in funzione della sede, dello spessore della cute e dei tessuti molli. E’ dimostrato ad esempio che una pressione di 60-70 mmHg mantenuta per 2 ore può essere sufficiente a produrre un danno irreversibile.

Se il tessuto cutaneo può rispondere all’insulto provocato dalla compressione con un’iperemia compensatoria, nel paziente anziano questa è generalmente insufficiente a proteggerlo dal rischio di ipossia.

In mancanza di ossigeno le cellule utilizzano un metabolismo anaerobio, che produce sostanze tossiche ed acidosi locale, aumento della permeabilità vasale, formazione di trasudato ed edema, nonchè ulteriore sofferenza cellulare fino alla necrosi. Il tessuto adiposo sottocutaneo ed i dotti escretori delle ghiandole sudoripare sono i più delicati e quindi sono i primi interessati.

La necrosi può estendersi successivamente alle ghiandole sebacee, all’epidermide ed ai follicoli piliferi. Per tale motivo è possibile la formazione di lesioni in profondità con cute apparentemente integra ( lesioni sottominate).

La Stadiazione

Indicativamente, in qualsiasi zona del corpo a contatto con una superficie d’appoggio si possono manifestare lesioni da decubito. Ogni postura del paziente ha, comunque, caratteristicamente delle aree sottoposte a maggior pressione e quindi a più rischio di decubito.

Decubito Supino: Talloni – Polpacci – Sacro – Gomiti – Vertebre – Scapole – Nuca

Decubito Laterale: Malleolo – Spalla – Trocantere – Orecchio

Decubito Prono: Dorso del piede – Ginocchia – Guance – Orecchie

Decubito seduto: Talloni – Pianta del piede – Cavo popliteo – Osso ischiatico – Sacro – Coccige

Le lesioni da decubito compaiono più frequentemente sulla parte bassa del corpo: Sacro: 36-43% – Trocantere: 12-17% – Tallone: 11-12% – Tuberosità Ischiatiche: 5-15 % – Malleoli Laterali: 6-7%

PATOLOGIE - LESIONI DA DECUBITO - LE CAUSE

La Classificazione

PATOLOGIE - LESIONI DA DECUBITO - LE CAUSEUlcera di pressione del grado 1°: Iperemia di pelle intatta che non scompare (non reversibile alla digitopressione) dopo scarico della pressione. La discromia della pelle, del calore, dell’edema, dell’indurimento o della durezza possono essere indicati come indicatori, specialmente sugli individui con pelle più scura. Non si parla di eritema della pelle poiche è già considerata di per sè una patologia, ma di iperemia cutanea.

Ulcera di pressione del grado 2°: (Bolla) perdita parziale della pelle, a spessore parziale, che coinvolge, epidermide, derma o entrambi. L’ulcera è superficiale e si presenta clinicamente come un’abrasione o bolla o un “cratere” superficiale.

Ulcera di pressione del grado 3°: (Ulcera superficiale) perdita completa della pelle, a tutto spessore, con degenerazione o necrosi del tessuto sottocutaneo e con possibile estensione fino alla fascia muscolare, ma non oltre.

Ulcera di pressione del grado 4°: (Ulcera profonda) Vasta distruzione, necrosi del tessuto, o danneggiamento del muscolo, dell’osso, o delle strutture portanti con o senza lesione cutanea a tutto spessore.

Le Scale di Valutazione

Le scale di valutazione sono strumenti che consentono di identificare in modo oggettivo l’indice di rischio di sviluppare LDD permettendo l’analisi delle problematiche in modo unitario e standardizzato omogeneizzando la lettura del fenomeno e la pianificazione degli interventi assistenziali preventivi.

E’ raccomandato l’uso di uno strumento strutturato che sia stato testato in termini di validità e affidabilità, come l’indice di Braden (Braden Scale for Predicting Pressure Sore Risk), l’indice di Norton (Norton Pressure Sore Risk Assessment Scale) e l’indice di Waterlow (Waterlow Pressure Ulcer Risk Assessment Tool).

L’utilizzo delle Scale integra ma non sostituisce il giudizio clinico dei professionisti. La valutazione del rischio deve essere effettuata ad intervalli regolari: i documenti di riferimento suggeriscono di fare una prima valutazione al momento della presa in carico del soggetto e di ripeterla periodicamente in rapporto al cambiamento delle condizioni cliniche.

PATOLOGIE - LESIONI DA DECUBITO - LE CAUSE
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