PATOLOGIE

MALATTIE GASTROENTEROLOGICHE – COLITE

La colite è un problema molto comune.

Il termine colite è usato in generalmente per intendere un’infiammazione che colpisce il colon, ovvero il secondo tratto dell’intestino crasso. Si accompagna a dolore addominale associato a:

Crampi

Sensazione di gonfiore

Stitichezza e/o a diarrea.

Il termine dovrebbe essere limitato ai problemi specifici del colon, ma, in passato, col nome colite spastica si indicava una serie più ampia di disturbi come la sindrome dell’intestino irritabile o il morbo di Crohn, così come tutte quelle sindromi infiammatorie non ben specificate che interessano l’intestino crasso.

Perché si parli di colite deve essere quindi presente un’infiammazione della mucosa colica, cosa che ad esempio non troviamo nella sindrome del colon irritabile, in gergo colite spastica, in cui la sintomatologia è causata da problemi della motilità del colon.

Tipologie di colite

Le diverse coliti sono classificate a seconda della causa della malattia e della durata. Si possono suddividere in:

Primarie (o primitive), se originate dal colon stesso;

Secondarie, nel caso in cui siano provocate da malattie che interessano altri organi;

Acute, cioè coliti che si manifestano all’improvviso con dolori addominali, stipsi o diarrea;

Croniche, che spesso sono conseguenza delle forme acute;

Infettive, cioè quelle che derivano da infezioni e batteri;

Ischemiche, che si sviluppano quando il flusso di sangue ad una parte dell’intestino crasso (il colon) è ridotto;

Pseudomembranose, che derivano dall’abuso di antibiotici;

Ulcerose, in cui la parete interna del retto e del colon, la “mucosa”, può apparire rossa, sanguinante e presentare ulcere diffuse.

Le infiammazioni acute sono molto frequenti e sono principalmente dovute ad infezioni, ma quando la diarrea perdura per più di 4 settimane, dopo i dovuti accertamenti, si può eventualmente parlare di infiammazione cronica.

Inoltre esistono particolari entità chiamate IBD (Intestinal Bowel Disease – Malattie infiammatorie croniche dell’intestino), dove fasi di infiammazione acuta si alternano a fasi di remissione della malattia.

In questo caso l’infiammazione non sempre riguarda il colon, come nel caso della malattia di Crohn, dove nel 50% dei casi colpisce l’ileo (l’ultima parte dell’intestino tenue che si collega all’intestino crasso) e l’intestino crasso. La colite ulcerosa invece riguarda sempre il colon ed il retto.

Le cause più comuni della colite sono:

Infezioni da batteri/virus/parassiti (le classiche “influenze intestinali” virali, la famosa colite pseudomembranosa da Clostridium Difficile ecc.);

Malattie autoimmuni;

Nel caso della colite ischemica, malattie vascolari come aterosclerosi e diabete possono contribuire a creare problemi della circolazione intestinale, che fanno sì che non arrivi più sangue e la mucosa vada in necrosi;

Complicazioni del trattamento con chemioterapie/radiazioni;

Farmaci (es. colite microscopica da FANS o PPI) e allergie alimentari;

Stress e cattive abitudini alimentari.

I sintomi delle colite

sintomi e la loro gravità dipendono fortemente dalla genesi della colite. Il sintomo principale sono le irregolarità delle feci come la diarrea, che può essere accompagnata da sangue e pus.

Altri sintomi comuni sono:

Dolore addominale – Affaticamento – Flatulenza – Perdita di appetito e peso.

La colite può anche essere accompagnata da febbre, respiro corto e tachicardia.

Tra i sintomi intestinali associati ma meno frequenti possiamo anche ritrovare l’alitosi, la sensazione di bruciore in bocca o in gola, il sapore sgradevole di amaro e la difficoltà nella deglutizione per fastidio alla mucosa. Ma chi soffre di colite può avvertire anche:

Nausea – Vomito – Senso di sazietà precoce – Mal di stomaco – Borborigmi intestinali – Dolori all’ano e al perineo.

Sono più rari – ma anche più gravi – sintomi di accompagnamento “non specifici”, come ulcerazioni della bocca, disturbi articolari e dolorosi cambiamenti cutanei.

Complicanze

Secondo alcuni studi, La rettocolite ulcerosa può aumentare il rischio di tumore del colon a causa dell’infiammazione intestinale cronica, di megacolon tossico (dilatazione abnorme del colon, emergenza spesso chirurgica) e di sanguinamenti. In generale, tutte le coliti che non si autolimitano possono avere come complicanze fistole, perforazioni, stenosi, ascessi, tumori, sanguinamenti.

Esami 

In presenza di sintomi (previa intervista al paziente – stile di vita e sulle abitudini alimentari del soggetto) che fanno pensare ad una colite, il medico di medicina generale potrà prescrivere alcuni esami come:

Esami del sangue per escludere eventuali anticorpi AGA, che sono indicativi di una intolleranza al glutine (una patologia che può dare sintomi simili).

Test del respiro o Breath Test per individuare un’infezione gastrica o un’intolleranza al lattosio.

CDSA, un esame della funzionalità intestinale che ricerca anche l’eventuale presenza di parassiti.

Esame delle feci, che consente di scoprire una eventuale colonizzazione da parte di funghi come la Candida Albicans, parassiti o sangue occulto.

Colonscopia

Ecografia addominale.

Terapie per la colite

La maggior parte delle coliti sono autolimitanti (malattie con un decorso blando che tende a risolversi in modo spontaneo) e non richiedono una terapia specifica. In linea di massima, può essere necessario compensare la perdita potenzialmente pericolosa di fluido ed elettroliti nei casi più gravi. Inoltre:

In caso di elevata perdita di sangue, anche il ferro dovrebbe essere integrato per prevenire l’anemia.

Se la colite è causata da un’infezione che non è virale, è necessaria una terapia antimicrobica per eliminare l’agente patogeno. L’esatto principio attivo dipende dall’agente patogeno.

La colite autoimmune, come la colite ulcerosa, richiede spesso una terapia antinfiammatoria e immunosoppressiva. Il trattamento inizia solitamente con la somministrazione di cortisone. Se non è possibile controllare i sintomi con il cortisone, si possono provare altri farmaci immunomodulanti.

Per quanto riguarda i rimedi naturali, non ci sono grandi soluzioni che abbiano dato prova di efficacia: è sempre comunque bene assumere probiotici, che regolano le funzioni intestinali, e preferire grassi buoni omega 3.

Cosa mangiare

Per affrontare un problema come quello della colite, avere uno stile di vita salutare è fondamentale, a partire soprattutto dal cibo e dalla gestione dello stress. Nelle forme più comuni della malattia, dovute ad alimentazione, è bene ricordare che zucchero, cibi troppo grassi e carboidrati raffinati sono “nemici” dell’intestino, perché aumentano le infiammazioni intestinali.

Anche la frutta e la verdura che tendono a fermentare (uva, cavoli, broccoli, frutta secca) possono dare disturbi.

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