PATOLOGIE

MALATTIE NEUROLOGICHE – EPILESSIA

L’epilessia è una malattia del sistema nervoso centrale causata dall’aumento improvviso dell’attività elettrica di un gran numero di neuroni della sostanza grigia della corteccia cerebrale.

L’pilessia si manifesta con le cosiddette crisi epilettiche, durante le quali i soggetti colpiti presentano violente convulsioni, spesso accompagnate da nausea, spasmi muscolari e talvolta da perdita di coscienza.

Nell’antichità l’epilessia era chiamata la “malattia sacra“, poiché si associavano le crisi epilettiche ad attacchi da parte di spiriti maligni. Le prime testimonianze sull’epilessia sono incise su una tavoletta di pietra babilonese, conservata attualmente al British Museum e risalente al 1.000 a.C., in cui si trovano numerose descrizioni di situazioni che oggi definiamo crisi epilettiche. Anche i babilonesi erano convinti che le manifestazioni epilettiche fossero opere di demoni. Inoltre il concetto di possesso da parte di questi spiriti malvagi del corpo umano veniva visto come un possesso violento.

In passato, nella maggior parte delle culture, gli epilettici erano considerati maledetti dagli dei e per questo evitati, stigmatizzati e addirittura imprigionati. L’epilessia era inoltre considerata una malattia contagiosa.

Ciononostante molti personaggi famosi erano affetti da epilessia: tra questi ricordiamo Aristotele, Alessandro Magno, Giulio Cesare, Newton, Beethoven, Dostoevskij e Van Gogh.

TIPI DI EPILESSIA

Le crisi epilettiche si classificano in generalizzate e parziali (o “focali”), in base al fatto che la scarica delle cellule nervose si presenti in un entrambi gli emisferi cerebrali o in uno solo.

Crisi epilettiche generalizzate 

1) crisi di assenza, in passato dette anche “piccolo male”: si manifestano con una rapida e temporanea perdita di coscienza (dai 4 ai 20 secondi) e sono tipiche nei bambini e nei giovani;

2) convulsioni toniche: provocano un irrigidimento dei muscoli, solitamente di schiena, braccia e gambe e possono causare cadute a terra dei soggetti colpiti;

3) convulsioni atone: provocano la perdita del controllo muscolare che anche in questo caso può provocare cadute a terra improvvise;

4) contrazioni cloniche: sono caratterizzati da movimenti muscolari ripetuti o ritmici. Di solito interessano il collo, il viso e le braccia;

5) crisi miocloniche: improvvisi e brevi movimenti di braccia e gambe;

6) crisi tonico-cloniche: conosciute in passato come “grande male”, sono le più gravi. Durano circa 5-10 minuti e sono caratterizzate da una fase di contrazione intensa che interessa tutto il corpo, una fase caratterizzata da convulsioni e una fase di risoluzione riconoscibile da respirazione rumorosa e frequente perdita di urine. Il soggetto colpito non ha nessun ricordo della crisi.

Crisi epilettiche parziali

Le crisi parziali (o focali) si distinguono in semplici (senza perdita di coscienza) e complesse (con perdita di coscienza). Le semplici si presentano con attacchi leggeri, che non si causano mai perdite di conoscenza. Le epilessie complesse sono invece più aggressive e sono sempre accompagnate da perdita di conoscenza (di breve durata, di solito pochi secondi) e da contrazioni muscolari intense.

CAUSE

Per circa la metà dei casi di epilessia le cause non sono conosciute.

L’altra metà dei casi può essere invece causata da diversi fattori:

– genetica: alcuni tipi di epilessia si ripetono con le medesime caratteristiche in diversi membri della stessa famiglia. In questi casi è molto probabile che ci sia un’influenza genetica.

– traumi alla testa: un trauma può causare l’epilessia anche a distanza di tempo (mesi o anni)

– malattie del cervello: tumori, ictus e malformazioni a livello cerebrale possono causare l’epilessia. L’ictus è una delle principali cause di epilessia negli adulti di età superiore ai 35 anni. Anche alcune malattie infettive che interessano il cervello come la meningite, AIDS ed encefaliti possono causare l’epilessia.

– danni cerebrali, al momento e prima della nascita: i bambini sono sensibili a danni cerebrali che possono essere causati da diversi fattori come, ad esempio, un’infezione, carenze nutrizionali nella madre, scarso apporto di ossigeno.

– disturbi dello sviluppo come l’autismo.

– alcuni disturbi metabolici, come la dimuzione o la mancanza di ossigeno nei tessuti (ipossia/anossia), la diminuzione prolungata della quantità di glucosio nel sangue (ipoglicemia), l’aumento della quantità di ammoniaca nel sangue (iperammoniemia) possono essere causa di attacchi epilttici.
– febbre elevata: l’eleata temperatura del corpo può aumentare l’eccitabilità dei neuroni e può, quindi, scatenare o favorire l’insorgenza delle crisi.

Alcuni fattori possono aumentare il rischio di epilessia:

– età: la comparsa dell’epilessia è più comune durante la prima infanzia e dopo i 60 anni (ma può avvenire a qualsiasi età).

– demenza: può aumentare il rischio di epilessia negli anziani

– abuso di alcol e di sostanze stupefacenti (quali cocaina, eroina, amfetamine) sia per eccesso di consumo che per improvvisa cessazione dell’assunzione in persone che hanno sviluppato una dipendenza fisica (alcolisti, tossicodipendenti).

– luci intermittenti: in discoteca a causa di luci stroboscopiche; davanti al televisore o ad un videogioco con immagini molto vivide ed in rapida successione.

DIAGNOSI

La diagnosi dell’epilessia necessita di diversi esami, primo tra tutti l’elettroencefalogramma (EEG) con cui si registra l’attività elettrica del cervello; in circa la metà dei casi questi segnali risultano mutati anche in assenza dei sintomi.

Anche altri esami, come la TAC o la risonanza magnetica, permettono di individuare la presenza di eventuali lesioni cerebrali. Fondamentale è anche l’analisi della storia clinica del paziente.

CURE

Farmaci

Le diverse terapie con i farmaci anti-epilettici danno buoni risultati nella maggior parte dei pazienti trattati. I farmaci anti-epilettici agiscono sui meccanismi di regolazione dell’eccitabilità dei neuroni e delle sinapsi. In alcuni casi, si assiste alla completa scomparsa delle crisi; in altri, diminuisce la frequenza e l’intensità degli attacchi.

Chirurgia

In alcuni casi l’epilessia può essere curata asportando, con un intervento chirurgico, la zona del cervello da cui prende inizio la crisi epilettica. Questo tipo di intervento, che nel 70-90% dei casi porta a guarigione completa, è indicato in presenza di epilessia resistente alla terapia farmacologica.

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