PATOLOGIE

MALATTIE NEUROLOGICHE – MORBO DI ALZHEIMER

Il morbo di Alzheimer è la più comune causa di demenza degli anziani.

Questa malattia progressiva ed irreversibile del cervello è stata descritta nel 1907 dal medico tedesco Alois Alzheimer.

E’ una malattia che colpisce la memoria e le funzioni mentali (ad es. il pensare, il parlare, ecc.), ma può causare altri problemi come confusione, cambiamenti di umore e disorientamento spazio-temporale.

CAUSE

Le sue cause non sono ancora state identificate; ciò nonostante sappiamo che la progressiva distruzione del tessuto cerebrale che accompagna l’Alzheimer è causata principalmente dalla proteina betamiloide, che si deposita tra i neuroni formando delle placche che accumulandosi via via determinano la morte dei neuroni.

L’Alzheimer si manifesta normalmente dopo i 60-65 anni di età e colpisce maggiormente le donne rispetto agli uomini. L’incidenza della malattia aumenta esponenzialmente con l’avanzare dell’età, passando da 3,9 casi all’anno ogni 1.000 persone con età tra i 60 e i 64 anni, a 104,8 casi all’anno ogni 1.000 persone dai 90 anni in poi.

SINTOMI

Il morbo di Alzheimer si manifesta inizialmente con sintomi che passano inosservati, come difficoltà a ricordare fatti recenti, che le persone affette tendono a sottovalutare. Con il progredire della malattia i sintomi diventano sempre più evidenti, interessando le normali attività quotidiane e le relazioni sociali. I malati di Alzheimer, all’inizio della malattia sono autonomi e autosufficienti, ma con il passare del tempo necessitano via via sempre di più aiuto.

A livello anatomico il morbo di Alzheimer è caratterizzato dalla presenza nel cervello delle placche amiloidi, ammassi di proteina betamiloide che alternano le comunicazioni tra i neuroni del cervello determinando il deterioramento delle sinapsi, che permettono il passaggio degli impulsi nervosi tra i neuroni. Si osserva anche una diminuzione dei neurotrasmettitori, le sostanze che permettono il funzionamento delle sinapsi.

L’Alzheimer causa la morte dei neuroni, per cui si assiste ad una diminuzione del tessuto nervoso in tutto il cervello. Lentamente, ma inesorabilmente, il volume del cervello diminuisce via via compromettendo la maggior parte delle sue funzioni.

Nel cervello affetto da Alzheimer la corteccia cerebrale si riduce, danneggiando le aree coinvolte nel pensiero, la pianificazione ed il ricordo. La riduzione di volume del tessuto nervoso è particolarmente grave nell’ippocampo, un’area della corteccia cerebrale fondamentale nella formazione di nuovi ricordi.  Contemporaneamente i ventricoli cerebrali (gli spazi riempiti di liquido cefalo-rachidiano presenti nel sitema nervoso centrale) diventano più ampi. Il tessuto nervoso affetto da Alzheimer ha molti neuroni e molte sinapsi in meno rispetto a quelle di un cervello sano.

Nei primi stadi dell’Alzheimer, quando i sintomi passano inosservati, le placche amiloidi iniziano a formarsi nelle aree del cervello responsabili dell’apprendimento, della memoria, del pensiero e della pianificazione. I malati di Alzheimer non riescono a ricordare eventi recenti, mentre mantengono una memoria abbastanza viva di fatti avvenuti nel passato lontano.

Negli stadi da lieve a moderato, nelle aree della memoria e del pensiero le placche amiloidi aumentano di densità e le persone affette iniziano ad avere gravi problemi di memoria e di pensiero che interferiscono pesantemente con la loro vita professionale e sociale. In questo stadio i malati di Alzheimer possono anche sentirsi confusi ed avere problemi a gestire il denaro, ad esprimersi e ad organizzare i propri pensieri. Le placche amiloidi si diffondono anche in altre aree cerebrali, legate al linguaggio e alla comprensione delle parole e che controllano il senso della posizione del proprio corpo nello spazioi circostante.

Con il progredire della malattia, i pazienti possono subire cambiamenti di personalità e comportamento, ed avere problemi a riconoscere amici e familiari.

La situazione peggiore ulteriormente quando l’Alzheimer raggiunge lo stadio avanzato: la maggior parte della corteccia cerebrale è gravemente danneggiata e il volume del cervello si riduce sempre più a causa della progressiva morte dei neuroni. A questo stadio i malati di Alzheimer perdono la capacità di comunicare, di riconoscere i familiari ed i propri cari e di prendersi cura di se stessi.

Il morbo di Alzheimer non è né infettivo né contagioso ma determina un deterioramento generale delle condizioni di salute che conducono, in un periodo di una decina d’anni, inevitabilmente alla morte.

PATOLOGIE - MALATTIE NEUROLOGICHE - MORBO DI ALZHEIMER

Alzheimer

Modificazioni a livello cerebrale

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Le placche amiloidi

Confronto tra tessuto nervoso normale e tessuto nervoso affetto da Alzheimer

DIAGNOSI

La diagnosi certa dell’Alzheimer può essere ettettuata solo attraverso l’individuazione delle placche amiloidi nel tessuto cerebrale, ottenibile solo dopo la morte del paziente con un’autopsia.

Per questo motivo la malattia viene sempre diagnostica come  possibile o probabile, attraverso

– l’analisi della storia medica del paziente

– test neuropsicologici che valutano la memoria, la capacità di contare e risolvere problemi, il grado di attenzione,

– esami clinici (del sangue, delle urine, del liquido cefalorachidiano)

–  TAC cerebrali (per escludere altre possibili cause che portano a sintomi analoghi).

La diagnosi precoce dell’Alzheimer è molto importante sia perché offre la possibilità di trattare alcuni sintomi della malattia, sia perché permette al paziente di pianificare il suo futuro, quando ancora è in grado di prendere decisioni.

CURE

Attualmente non esistono trattamenti per sconfiggere o perlomeno rallentare questa malattia, ma alcuni farmaci possono aiutare, temporaneamente, a migliorare i sintomi della demenza per alcune persone. Questi farmaci funzionano aumentando la concentrazione dei neurotrasmettitori nel cervello.

Se i farmaci non sono di grande aiuto, l’assistenza ai malati di Alzheimer può invece essere gratificante e stimolante e quindi migliorare sensibilmente l’aspetto psicologico dei pazienti. Nelle fasi iniziali dell’Alzheimer le persone affette rimangono indipendenti e richiedono pochissima assistenza. Tuttavia, quando la malattia progredisce, la necessità di assistenza cresce fino a diventare indispensabile 24 ore su 24.

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Confronto tra un cervello sano e uno affetto da Alzheimer

Se vuoi approfondire Paziente Alzheimer

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