PATOLOGIE

NEOPLASIE

Un tumore (dal latino tumor, «rigonfiamento»), detto anche neoplasia (dal greco néos, «nuovo», e plásis, «formazione») o cancro (dal greco karkinos “granchio”, sulla base dell’osservazione che i tumori in stadio avanzato formano strutture con ramificazioni simili alle chele di un granchio) è formato da cellule che si riproducono in modo incontrollato e disordinato formando una o più masse che invadono i tessuti e gli organi sani, pregiudicando il loro corretto funzionamento.

A seconda dell’aggressività e della velocità di crescita delle cellule che li costituiscono distinguiamo tumori benigni e tumori maligni.

TUMORI BENIGNI

Un tumore benigno non è un cancro. Le cellule dei tumori benigni si riproducono più del dovuto e formano delle masse che possono raggiungere anche grandi dimensioni, ma rimangono sempre ben delimitate, conservano le caratteristiche del tessuto da cui hanno origine e non tendono né a invadere gli organi circostanti, né a produrre metastasi (le cellule tumorali si diffondono in altre parti del corpo attraverso i vasi sanguigni o linfatici, producendo altri tumori all’interno di altri organi e tessuti).

La massa che si forma a causa di questa crescita eccessiva resta sempre ben delimitata, spesso racchiusa in una sorta di capsula.

Nonostante la natura benigna è comunque possibile che la massa tumorale provochi disturbi. Succede per esempio quando il tumore benigno, che di solito mantiene le caratteristiche del tessuto di origine, si sviluppa in una ghiandola e produce quindi in quantità eccessiva alcune sostanze, soprattutto ormoni, che alterano il delicato equilibrio all’interno dell’organismo.

Altre volte i sintomi dipendono dalla localizzazione del tumore, che, crescendo, può comprimere i vasi sanguigni o gli organi vicini, provocando dolore o sintomi di varia natura. I tumori benigni del cervello, che nella loro crescita sono ostacolati dalla rigidità della scatola cranica possono comprimere le aree cerebrali vicine e provocare forti mal di testa, convulsioni, disturbi d’equilibrio, della vista e dell’udito, alterazioni dell’olfatto, difficoltà di memoria, concentrazione o linguaggio, nausea e vomito. Per questo motivo i tumori benigni del cervello possono essere più gravi di quelli di altre sedi e richiedono più spesso, quando possibile, un intervento.

Anche i tumori benigni, quindi, in certe situazioni, possono provocare malattie serie.

Con il trascorrere del tempo alcuni tipi di tumori benigni possono evolvere in tumori maligni e richiedono perciò costante attenzione, sia da parte dei medici che dei pazienti. È questo il caso di alcuni nei, le macchie pigmentate che abbiamo sulla nostra pelle, che possono rimanere quiescenti per anni, senza modificare la loro forma e le loro dimensioni e improvvisamente iniziare a crescere e a modificare la loro forma e il loro colore trasformandosi in melanomi, tumori maligni della pelle molto aggressivi.

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Differenze

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Nei benigni e maligni

fonte: www.legatumori.it

TUMORI MALIGNI

Oltre ad aumentare il proprio numero di cellule cancerose, un tumore maligno ha la capacità di infiltrarsi e distruggere gli organi sani vicini. Il livello di malignità dipende dalla velocità di accrescimento e dalla capacità di originare nuovi tumori in organi distanti (metastasi), a causa della diffusione delle cellule tumorali attraverso i vai sanguigni e linfatici.

I tumori maligni possono manifestarsi in tutti gli organi i tessuti e in tutte le parti del corpo. Alcuni tipi sono piu diffusi di altri, e anche l’aggressività e il tasso di mortalità sono differenti nelle diverse tipologie.

Tra i più diffusi troviamo:

il tumore alla mammella, che costituisce il tumore più diagnosticato nelle donne, in cui circa un tumore maligno ogni tre (30%) è un tumore mammario. Questa malattia, in Italia, costituisce la prima causa di morte per tumore nelle donne. La sopravvivenza a 5 anni delle donne con tumore della mammella in Italia è pari all’87%.
La malattia presenta un’ampia variabilità geografica, con tassi più alti, fino a 10 volte, nei Paesi economicamente più avanzati.

tumori al colon retto, che rappresentano la terza neoplasia più diffusa negli uomini (14%) e la seconda nelle donne (12%) ed è la seconda causa di morte sia negli uomini (11%) che nelle donne (12%). Il carcinoma del colon-retto presenta complessivamente una prognosi favorevole rispetto a molti altri tumori solidi. La sopravvivenza a 5 anni è pari al 65%, senza differenze tra maschi e femmine.

il tumore al polmone: è la seconda neoplasia più frequente negli uomini (15%) e la terza nelle donne (12%). ). Il tumore del polmone rappresenta la prima causa di morte (12%) di tutte le neoplasie nella popolazione maschile e femminile.
La sopravvivenza a 5 anni dei pazienti con tumore del polmone in Italia è bassa e pari al 16%.

Per ulteriori informazioni sulla diffusione dei tumori in Italia si consulti il documento sul sito del ministero della salute:

http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_notizie_3897_4_file.pdf

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Primi cinque tumori più frequentemente diagnosticati e proporzione
sul totale dei tumori (esclusi i carcinomi della cute) per sesso.

CAUSE DEI TUMORI

Per la maggior parte dei tumori le cause possono essere numerose, in ogni caso la causa molecolare dell’insorgenza di un tumore è legata alle mutazioni genetiche che alterano la struttura del DNA e cellule che le subiscono “impazziscono”: perdono la loro funzione originaria e iniziano a riprodursi in modo incontrollato.

Fattori ambientali

Inquinamento atmosferico: alcuni studi hanno mostrato che in soggetti che respirano aria inquinata per molti anni, aumenta il rischio di contrarre il cancro, soprattutto se sono stati esposti alle polveri sottili (polveri inquinanti con un diametro inferiore ai 2,5 micron), presenti spesso in concentrazioni elevate nell’aria delle grandi città.

Fattori chimici

le sostanze chimiche in grado di provocare mutazioni al DNA sono definite mutagene; per tale caratteristica, molte di queste sostanze possono anche causare il cancro e sono per questo dette cancerogene. L’esempio più noto è forse quello del cancro ai polmoni e alla pleura (la membrana che li riveste) dovuto all’inalazione di fibre di amianto. Anche l’esposizione ad altre sostanze che possono essere presenti nell’aria, nell’acqua e nel cibo che consumiamo  può aumentare il rischio di sviluppare tumori.

Stile di vita

Lo stile di vita che seguiamo influisce molto sul rischio di contrarre un tumore.

Il fumo di tabacco è il fattore di rischio più rilevante: il fumo provoca più del 90% dei tumori al polmone e anche altri tipi di cancro, fra cui quello alla cavità orale, alla laringe, all’esofago, alla vescica, ai reni, al pancreas, al colon, allo stomaco e al seno. Anche il consumo eccessivo di bevande alcoliche è in grado di favorire l’insorgenza del cancro.

Alimentazione

L’alimentazione gioca un ruolo fondamentale nel rischio di contrarre i tumori: una dieta ricca di sale, proteine e grassi animali, e povera di fibre vegetali, vitamine e sali minerali, aumenta notevolmente il rischio di sviluppare alcune forme di cancro.

Fattori infettivi

Fra gli agenti infettivi in grado di provocare il cancro si trovano virus, batteri, micobatteri e parassiti. I virus in grado di sviluppare tumori sono chiamati oncovirus. I più conosciuti sono il Papilloma virus (causa del cancro alla cervice uterina), l’Herpesvirus umano 8 (causa del sarcoma di Kaposi), i virus dell’epatite B e C (causa del carcinoma epatocellulare) e il virus di Epstein Barr (che in genere causa la mononucleosi, ma in Africa è responsabile dell’insorgenza del linfoma di Burkitt).
Il batterio Helycobacter pylori – di solito responsabile di gastriti ed ulcere gastriche – può essere facilmente estirpato, ma sembra essere implicato nell’insorgenza di alcuni tumori allo stomaco.

Fattori ereditari

In realtà, quando si tratta di tumore, è più corretto parlare di “familiarità” che di fattori ereditari. La patologia, infatti, non viene trasmessa da una generazione all’altra attraverso i geni; ciò che invece viene trasmesso è la maggior predisposizione a sviluppare la malattia. Possono quindi essere ereditate cellule contenenti geni mutati che facilitino l’insorgenza del cancro, ma occorre che si verifichino e si sommino più errori, su più fronti, per arrivare allo sviluppo del tumore.

Nonostante la grande quantità di fattori che concorrono allo sviluppo del cancro, oltre il 30% dei tumori può essere evitato attraverso la riduzione dei principali fattori di rischio.
Molte morti causate dal cancro potrebbero essere evitate eliminando il fumo, conducendo uno stile di vita sano e seguendo una dieta equilibrata accompagnata da un costante esercizio fisico.

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