PATOLOGIE

PAZIENTE ANZIANO – ASSISTENZA IN GERIATRIA

Gli infermieri e gli operatori socio sanitari si occupano dell’impatto che la malattia ha sul quotidiano del paziente, più che della malattia di per sé, e della persona con problemi, più che del singolo problema .
Pertanto devono avere competenze per gestire (o almeno identificare) i problemi fisici e, per alcuni aspetti, anche quelli psicologici e sociali. Il rischio è di non rispettare l’anziano o di considerarlo come un “oggetto da accudire in un’attività di routine.”

Le perdite connesse all’invecchiamento:

A livello biologico: invecchiamento esteriore, diminuzione forza fisica e organi di senso con ripercussioni sulla sessualità ;

A livello mentale: modificazioni di alcuni aspetti dell’intelligenza e della memoria ;

A livello sociale: perdita del ruolo sociale e perdita del potere economico ;

A livello familiare: perdita del ruolo di capofamiglia, di coniuge in caso di vedovanza, perdita del ruolo genitoriale

A livello psicologico si fa più pressante il pensiero della morte.

Tutto questo porta ad una forte crisi di identità (paragonabile a quella dell’adolescenza) e ad un sentimento di alienazione. La comparsa di malattia, il decadimento fisico e la morte dei propri cari sembrano essere i più importanti fattori di stress nell’invecchiamento.

Studi dimostrano che la personalità non si modifica con la vecchiaia, perciò un’accentuazione dei tratti della personalità, una maggiore inflessibilità di carattere dovrebbero essere approfondite poiché probabilmente celano patologie piuttosto che essere un fenomeno fisiologico legato all’invecchiamento

La psicogeragogia: è l’educazione alla vecchiaia con particolare riferimento agli aspetti psicologici. È rivolta ai giovani e agli adulti in vista della vecchiaia affinché si compiano gli investimenti culturali e affettivi per il futuro. Uno stile di vita improntato alla competizione, alla comparazione, al bisogno di avere è perdente nella vecchiaia, la preparazione avviene invece attraverso:

L’allenamento alla solitudine, ai cambiamenti,
Il porsi degli obiettivi a breve termine
La creazione di sfide accettabili (né troppo semplici né troppo complesse).

Accettare la vecchiaia nella sua dignità: spesso ci si sente riferire agli anziani in termini apparentemente bonari di “vecchietti“, “nonnini“. Questo pregiudizio è basato sulla paura della vecchiaia, sull’incapacità di affrontare il proprio processo di invecchiamento da parte di molte persone.
La vecchiaia è semplicemente una tappa della vita, la comprensione empatica può essere strumento di lavoro per l’infermiere per comprendere correttamente i problemi, elevando la qualità dei rapporti interpersonali con l’anziano nella relazione d’aiuto. L’anziano si sentirà così incoraggiato a prendere decisioni, a mantenere la sua autonomia migliorando così la qualità della sua vita.

Secondo alcuni teorici che studiano i compiti evolutivi delle diverse età della vita (Erikson, Havighurst), i compiti che riguardano la vecchiaia sono :

Mantenimento dell’autostima

Soluzione di vecchi conflitti

Adattamento alla perdita di un ruolo di potere

Adattamento alla morte di persone care

Adattamento ai cambiamenti ambientali

Mantenimento di un livello buono di benessere

Ruolo dell’infermiere/ l’operatore socio sanitario nell’educazione alla vecchiaia

Il processo di apprendimento dell’anziano viene facilitato se l’infermiere/ l’operatore :

Collega nuove informazioni con informazioni familiari dell’anziano

Usa stimoli visivi, uditivi, sensoriali

Stimola la persona ad utilizzare protesi oculari, acustiche, ecc… se necessario

Limita la durata delle sedute educative

Crea un ambiente tranquillo, non distraente

Gratifica la persona per i successi raggiunti

L’educazione all’invecchiamento (geragogia) è un mezzo che aiuta le persone ad appropriarsi di strumenti che possono servire a favorire l’adattamento ai vari bisogni che si presentano nelle fasi della vita, e soprattutto nell’età matura.
Il ruolo educativo è basato sulle conoscenze della geragogia :

Stile di vita (quale causa di malattia e perciò di difficoltà nell’invecchiamento): vi sono stili e atteggiamenti che possono favorire una lunga vita attraverso un sano equilibrio fisico e psicologico;

Abitudini alimentari e uso di farmaci: rifuggire dagli eccessi, impostare una dieta con poca carne, ricca in cereali, verdura e frutta di stagione, cibi poco manipolati e non conservati, alimentandosi solo fino a quando si ha fame : questo permette di evitare l’obesità. Evitare fumo, bevande alcoliche, sostanze eccitanti. Limitare le cure mediche e l’uso di farmaci solo nelle situazioni necessarie.

Attività fisica: sport, fare la spesa, ripulire il giardino, lavorare l’orto, ma senza sforzarsi.

Aspetti psicologici: essere flessibili, cioè accettare i cambiamenti senza un grave danno emotivo con limitazione degli effetti dannosi dello stress. Il vedere poi solo il lato negativo delle cose porta più facilmente a stress e depressione, situazioni che precludono una longevità serena, limitando l’iniziativa e l’intraprendenza di nuovi progetti. L’ottimismo stimola l’azione.

Atteggiamenti di vita: é importante fare progetti e porsi delle mete, ascoltare i propri bisogni : dormire se si è stanchi, mangiare se si ha fame ; sviluppare la capacità di ridere e di scherzare, soprattutto di noi e dei nostri errori, rimuovendo la maschera di dignità adulta a cui dobbiamo attenerci.

Aspetti sociali: l’amicizia costituisce un valido lasciapassare per la longevità, come l’intrattenere buoni rapporti con la famiglia. La solitudine è una grossa minaccia alla longevità.

Essere longevi: attraverso l’attività e il lavoro di cose che ci piacciono, sfruttare le potenzialità mentali, cercare di mantenere la massima indipendenza fisica e operativa da altre persone, credere in qualche cosa che trascende e di spirituale.

La rilevazione dei bisogni e la progettazione assistenziale

Per realizzare una efficace progettazione è indispensabile adottare ed interiorizzare un metodo di lavoro che rappresenti una sorta di modello di pensiero sul quale “inserire” le competenze tecniche.

Partiamo dall’analizzare la sua funzione.

In primo luogo, un metodo serve come punto di riferimento, come insieme di passi logicamente intervallati che permettono all’operatore di pianificare coerentemente le varie fasi dell’intervento.

In secondo luogo, assolve la funzione pratica di supportare la costruzione dei progetti individuali, condizione imprescindibile per assicurare la connotazione professionale all’intervento.

In terzo luogo, introduce una specie di “ordine mentale”, antagonista dello spontaneismo e del soggettivismo. L’analisi della situazione, la gerarchizzazione delle priorità, la verifica degli obiettivi, come altre fasi che meglio analizzeremo successivamente, sono tutti elementi che consentono di lavorare in modo meno improvvisato e intuitivo e di stabilire connessioni in termini di possibilità/probabilità tra gli eventi.

L’Istituzione misura, mediante la somministrazione periodica di questionari di rilevazione, la percezione della qualità dei servizi resi nei confronti degli ospiti e/o dei famigliari.

Le prestazioni di base erogate alla persona sono riassumibili in:
Assistenza giornaliera nell’ igiene personale; i bagni assistiti vengono eseguiti almeno ogni 15 giorni, ma comunque secondo le esigenze individuali;
Somministrazione ed aiuto nella assunzione dei pasti, per gli utenti non in grado in tutto o in parte, di provvedere autonomamente;
Assistenza nelle operazioni di alzata e di messa a letto, anche con l’ausilio di appositi strumenti nei casi di non autosufficienza maggiore;
Assistenza medica ed infermieristica, anche con prestazioni specialistiche programmate in sede o fuori sede, mediante trasporti assistiti (se necessario e possibile anche con la presenza dei parenti);
Prestazioni di riabilitazione, attraverso l’intervento del medico Fisiatra, dei Terapisti della riabilitazione e dei logopedisti, in relazione alle esigenze individuali e compatibilmente con la disponibilità delle risorse previste dagli standards organizzativi regionali;
Servizio di segretariato e consulenza sociale (svolto dal Servizio Sociale);
Attività di animazione (svolto dal Servizio Educatori);
Prestazioni di cura della persona (pedicure, barbiere, parrucchiere) secondo le necessità individuali;
Assistenza religiosa;
Consulenza psicologica (per specifiche esigenze individuali e/o organizzative)

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