PATOLOGIE

PAZIENTE DIALIZZATO – ALIMENTAZIONE

Alimentazione nel paziente in emodialisi 

Nel paziente in DIALISI è fondamentale una dieta equilibrata.

Per questo motivo, il Servizio di Dietetica e Nutrizione Clinica consente di confezionare una dieta adatta alle necessità metaboliche e modellata sulle vostre esigenze. In questo breve capitolo vi saranno fornite comunque delle informazioni di ordine generale sulle esigenze alimentari dell’emodializzato.

Gli alimenti sono costituiti essenzialmente da 8 tipi di sostanze:

Acqua – Proteine – Grassi – Zuccheri – Vitamine – Sale da cucina – Altri sali – Fibre

Ogni tipo di sostanza ha la sua utilità per l’organismo, ma deve essere assunto in quantità adeguate, cioè non troppo e non poco.

Questa regola vale per tutte le persone, ma diventa ancora più importante per i pazienti in dialisi.

Infatti, la dialisi ben condotta riesce a svolgere solo il 5-6 % della funzione del rene normale.

Risulta chiaro, quindi, che se il nostro organismo viene depurato molto meno, rispetto a quando i reni funzionavano bene, anche le quantità di sostanze che assumeremo dovranno essere adeguate. 12 In altre parole la dieta è un presidio fondamentale, completamente nelle vostre mani, che va associato alla dialisi per mantenere un buon equilibrio metabolico.

Quindi è chiaro come la terapia sia composta da dieta e da medicine. Le medicine servono in gran parte a compensare quello che non fa la dieta.

Un paziente che non segue bene la dieta avrà bisogno di più medicine. Il paziente che segue correttamente la dieta ha bisogno di meno medicine, buona cosa considerando gli effetti collaterali che possono determinare.

Calorie 

Rappresentano la misura della quantità di energia fornita dagli alimenti. Nei pazienti in DIALISI che svolge attività fisica moderata, la quantità giornaliera prevista è mediamente di 35 Kcalorie per Kg di peso; un paziente di 70 Kg dovrebbe perciò assumere nutrienti per un totale di 2450 Kcalorie al dì.

E’ estremamente importante che il paziente assuma tutta la dieta consigliata dalle dietiste perché essa è stata esattamente calcolata sul suo fabbisogno. Mangiare meno della dieta prescritta espone al rischio di malnutrizione.

Acqua

Per quanto riguarda l’acqua, vale quanto abbiamo esposto in precedenza, parlando dello stato di idratazione. Vale comunque la pena di ricordare che:

Il paziente che ha una diuresi residua significativa (che urina almeno mezzo litro al giorno), ha maggiore libertà nella assunzione di liquidi, ma deve comunque tenere conto del peso di riferimento, della pressione arteriosa e della eventuale presenza di edemi;

Il paziente che non urina deve bere il meno possibile. Questa regola vale per qualunque tipo di liquido (vino, birra, bibite, thè, caffè, succhi di frutta, spremute, brodi, minestre) o per alimenti ricchi di acqua (frutta, verdura, ghiaccio). Succhi di frutta, spremute e vino rosso contengono inoltre elevate quantità di potassio, per cui sono ulteriormente sconsigliati. Per rendersi conto di quanto si beve, utilizzare una bottiglia di acqua solo per il paziente, togliendo anche la quantità di liquidi assunti in altre forme.

Per tutti vale la regola che per ridurre il senso di sete è bene utilizzare la minor quantità possibile di sale, poiché il sale aumenta la sete e trattiene l’acqua nell’organismo.

Nei pazienti diabetici, la sete può dipendere anche da valori di zucchero nel sangue (glicemia) troppo elevati. Si raccomanda quindi di verificare i destrostick e di adeguare la terapia antidiabetica (insulina o ipoglicemizzanti orali).

Proteine

Le proteine sono fondamentali per un buon funzionamento dell’organismo.

Le proteine sono costituite da unità semplici chiamate aminoacidi. Alcuni aminoacidi non vengono prodotti in modo sufficiente dal nostro organismo e devono essere assorbiti dagli alimenti. Questi aminoacidi sono chiamati essenziali e sono contenuti principalmente in alimenti di origine animale (carne, pesce, latte, formaggi, uova, ecc.).

Dal metabolismo delle proteine si formano anche sostanze tossiche, chiamate tossine uremiche, perché si accumulano nel sangue in corso di uremia (insufficienza renale grave).

La dialisi rimuove queste sostanze tossiche, ma non riesce a rimuoverle sufficientemente se queste sono prodotte in eccesso.

Ecco quindi che l’assunzione di proteine deve essere corretta: poche proteine portano a malnutrizione e indebolimento dell’organismo; troppe proteine determinano accumulo di sostanze tossiche nel sangue. In dialisi è fondamentale una assunzione corretta di proteine, non solo nella quantità, ma anche nella qualità.

Come indicazione generale sarà consigliata una dieta con 1 grammo di proteine al dì per ogni Kg del vostro peso corporeo o, se sarete sottopeso o sovrappeso sarà consigliato 1 grammo per Kg di peso ideale; il peso ideale si ottiene moltiplicando 23 per due volte l’altezza in metri.

Esempio: persona alta 1,70: 23x 1,70 x 1,70 = 66,5 Kg. Dovrà assumere 66,5 grammi di proteine al dì; metà dovranno essere d’origine animale e metà vegetali.

Zuccheri

Gli zuccheri sono la principale fonte di energia ed, infatti, in un’alimentazione normale rappresentano il 50% del contenuto di calorie della dieta. Non dobbiamo fare l’errore di considerare zucchero solo quello da cucina che usiamo normalmente; questo non è che uno dei tantissimi tipi di zucchero esistenti.

Gli zuccheri hanno composizione e caratteristiche metaboliche molto diverse:

Zuccheri semplici

Sono formati da poche molecole di zuccheri ed hanno sapore dolce;  esempio: zucchero da cucina (saccarosio) è formato da 2 zuccheri semplici uniti (glucosio e fruttosio);

Sono assorbiti rapidamente e di conseguenza aumentano in fretta le loro concentrazioni nel sangue;

Zuccheri complessi

Sono formati da tanti zuccheri semplici attaccati assieme; solitamente non hanno sapore dolce;

Esempio: amido contenuto nella farina di grano (con cui vengono prodotti pane, pasta, biscotti);

Vengono assorbiti più lentamente e non determinano rapidi aumenti di zucchero nel sangue.

Per l’organismo è preferibile che siano introdotti zuccheri complessi (farine) piuttosto che zuccheri semplici.

Oltre alla quasi completa abolizione delle zucchero, è anche suggerita moderazione nell’assunzione di pasta e pane.

Sale (cloruro di sodio)

Abbiamo già spiegato, in precedenza, come il sale trattenga l’acqua nell’organismo, aumenti la pressione arteriosa ed aumenti il senso di sete.

Si ricorda che è molto importante ridurre la quantità di sale usata per preparare e condire i cibi.

Abituatevi a non mettere la saliera in tavola.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di consumare circa 5 grammi di sale al dì compreso quello già contenuto negli alimenti nelle persone sane. Nei pazienti con gravi malattie di cuore, reni o fegato, può essere necessario introdurne ancora di meno.

Sale fino

1 cucchiaino da caffè raso = 5 grammi (dose consigliata al dì, compresa la quota già contenuta nei cibi)

1 cucchiaino da caffè colmo = 10 grammi di sale Ricordate che se la riduzione del sale è graduale, l’organismo e il senso del gusto si abituano alla minor quantità e dopo 30-40 giorni il paziente non avverte più il desiderio di aumentare il sale.

Bisogna anche evitare i cibi che contengono elevate quantità di sale (salumi, formaggi stagionati, prodotti affumicati, cibi in salamoia, cibi preconfezionati) Per il contenuto di sale degli alimenti, vedete la tabella qui sotto.

Alcuni esempi del contenuto di sale degli alimenti.

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Potassio

Questa sostanza è estremamente importante per l’organismo e deve essere presente in quantità ben precise.

Sia la diminuzione del potassio nel sangue sia il suo aumento sono estremamente pericolosi per il cuore. Il rischio maggiore per i pazienti in dialisi è l’eccesso di potassio che può determinare improvvisamente un arresto cardiaco con conseguente morte del paziente.

Purtroppo l’aumento iniziale delle concentrazioni di potassio nel sangue non determina alcun disturbo al paziente che, quindi, non avverte il pericolo a cui va incontro.

Tutto si gioca sulla prevenzione con una dieta corretta.

Bisogna evitare i cibi ad alto contenuto potassico: banane, albicocche, frutta secca, uva, cacao, cioccolato, patate, pomodori, melone, spremute, succhi di frutta, integratori salini, vino rosso.

Bisogna quindi moderare il consumo di frutta, limitandosi alle dosi consigliate nella dieta.

Evitare assolutamente il sale della farmacia o comunque il sale che viene consigliato ai pazienti con la pressione alta.

Il potassio è contenuto sopratutto negli alimenti vegetali che però sono importanti per l’apporto di sali minerali e fibra (vedi sotto). Vi sono alcuni suggerimenti da ricordare per poter assumere gli alimenti vegetali riducendo l’apporto di potassio:

Evitare i cibi a maggior contenuto di potassio

Usare verdure cotte (Lessate!) almeno ad un pasto; far bollire le verdure in abbondante acqua (il doppio volume di acqua rispetto al solito) in modo che il potassio se ne vada nell’acqua e scolare bene. E’ chiaro che verdure alla griglia o al vapore o al forno non perdono potassio quindi non vanno bene

Atro metodo: lessare e cambiare acqua a metà cottura; scolare bene

Lessare le patate dopo averle sbucciate per favorire la perdita di potassio.

Indicazioni sintetiche sul contenuto di potassio degli alimenti.

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Fosforo

L’aumento del fosforo nel sangue determina:

Comparsa di alterazioni delle ossa, che diventano più fragili;

Calcificazioni nelle articolazioni con dolore e limitazioni funzionali;

Formazione di calcificazioni nella arterie che diventano dure e si possono chiudere impedendo la circolazione del sangue (infarto cardiaco e ictus cerebrale sono determinati dalla chiusura di arterie);

Prurito, a volte molto fastidioso.

Il fosforo è un killer silenzioso. Il paziente spesso non lamenta sintomi legati all’accumulo di fosforo: non ha disturbi se non segue la dieta e non avverte benefici se la segue.

Tuttavia i danni determinati dall’accumulo di fosforo vanno avanti. Queste considerazioni hanno una grandissima importanza nei pazienti relativamente giovani, perché, avendo una lunga spettanza di vita, sono più esposti ai gravi danni che l’accumulo di fosforo determina a lungo termine.

Il fosforo  è contenuto in molti cibi di origine animale, sopratutto nel latte e nei suoi derivati: formaggi e stracchini.

Prodotti a base di fosforo sono inoltre utilizzati nella conservazione dei cibi o nelle bibite gassate. Purtroppo tutti i cibi che contengono proteine, contengono anche alte quantità di fosforo per cui, dovendo assumere una certa quantità di proteine, il paziente assumerà anche fosforo.

La dialisi non riesce a “portar via” tutto il fosforo contenuto nella dieta, anche se ben condotta: per questo si utilizzano farmaci (“chelanti del fosforo”) che legandosi al fosforo nell’intestino, ne riducono il riassorbimento e lo fanno eliminare nelle feci.

I mezzi che abbiamo a disposizione per evitare un sovraccarico di fosforo sono:

Eliminare i cibi a maggior contenuto di fosforo;

Bloccare il fosforo nell’intestino in modo che non venga assorbito, con farmaci (chelanti) da assumere durante o subito dopo i pasti;

Eseguire una giusta quantità di dialisi.

Per quanto riguarda gli alimenti da evitare ricordiamo:

Tutti i formaggi sono fatti con il latte e quindi contengono grandi quantità di fosforo; 

I formaggi più stagionati contengono percentualmente più fosforo per cui sono da evitare;

Anche i formaggi fusi (formaggini, sottilette, ecc) contengono molto fosforo

Evitare il parmigiano od il grana sulla pasta

vitare cibi preparati con formaggio

Non consumare cibi confezionati o precotti

Evitare la carne di tacchino

Non utilizzare legumi secchi e soia

Non utilizzare alimenti integrali

Evitare bibite (apporto inutile e dannoso di zuccheri e fosfati)

Chelanti del fosforo 

Per bloccare l’assorbimento intestinale di fosforo esistono diversi farmaci chiamati chelanti: calcio carbonato, calcio acetato, carbonato di magnesio, carbonato di lantanio, idrossido di alluminio, sali di ferro o resine come il sevelamer. Il medico vi spiegherà le caratteristiche e gli effetti collaterali del chelante che vi prescriverà.

Per svolgere la loro azione, questi farmaci devono essere assunti durante o subito dopo il pasto in modo che si mescolino agli alimenti; in alcuni casi vanno masticati o frantumati accuratamente. Non assumere correttamente queste medicine riduce o annulla i loro effetti terapeutici, mantenendo gli eventuali effetti indesiderati e comportando spese elevate per la comunità.

Per un buon controllo del fosforo evitare di mangiare fuori pasto: si tratta di un’assunzione extra di cibo non seguita dalla terapia del chelante.

Ad alcuni pazienti vengono prescritti farmaci a base di calcio lontano dai pasti: in questo caso il calcio somministrato non serve a ridurre il fosforo, ma a far aumentare il calcio nel sangue.

I pazienti più anziani che escono poco di casa, ma anche i pazienti attivi durante l’inverno, essendo poco esposti alla luce solare, possono andare incontro a mancanza di Vitamina D; la sua carenza provoca danni alle ossa.

Per questo motivo viene consigliato di assumere una dose di vitamina D alla settimana (o una al mese in base al prodotto prescritto).

Indicazioni sintetiche sul contenuto di fosforo degli alimenti.

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Fibre 

Un buon apporto di fibre è necessario per:

Rallentare la velocità di assorbimento degli zuccheri assunti con gli alimenti

Favorire la motilità intestinale

Evitare o ridurre la stipsi

Seguendo i consigli dati sopra per ridurre l’apporto di potassio, cercate di consumare verdura ad ogni pasto.

Controllare l’assunzione di grassi, specie grassi animali

Limitare i grassi saturi e polinsaturi presenti ad esempio nel burro, nei formaggi, negli insaccati; come previsto in un corretto regime alimentare. Preferire l’olio al burro.

Dieta:

La dieta prescritta deve essere seguita rigorosamente: non si tratta di una dieta dimagrante, ma di una dieta bilanciata e studiata per mantenere un buon equilibrio metabolico in un paziente in dialisi peritoneale.

Attenzione: se mangiate meno del prescritto vi esponete al rischio di malnutrizione.

All’inizio e nel tempo sarete affiancati dal Servizio di Dietetica e Nutrizione Clinica. In caso di difficoltà potrete richiedere una rivalutazione da parte delle dietiste. Anche il medico consiglierà, di volta in volta, quali variazioni apportare per adattare la dieta alle vostre esigenze.

Ogni paziente è diverso dagli altri; non paragonate le vostre prescrizioni con quelle di altri pazienti.

Alcune norme da ricordare:

Se un cibo è consigliato per 1 o 2 giorni alla settimana, non va assunto più di frequente;

Abituarsi a pesare i cibi: la valutazione “a occhio” della quantità di cibo può indurvi a sbagliare in eccesso od in difetto;

Ricordare che la mancanza di appetito è un sintomo importante: deve essere riferita al medico;

Alcuni farmaci devono essere assunti vicino ai pasti, altri, lontano da pasti: ricordarsi di assumerli al momento giusto;

L’assunzione di alcolici è da evitare poiché facilita l’insorgenza di disturbi tipo gastrite, ulcera, duodenite (anche il vino 17 è un alcolico e resta tale anche se diluito con acqua);

Le bevande gassate possono determinare disturbi simili; inoltre contengono zuccheri e fosforo in eccesso;

I succhi di frutta, le spremute, il vino e gli integratori salini contengono molto potassio.

Un’ultima cosa: sappiamo che è molto difficile per un paziente in dialisi seguire una dieta per tanti anni. Tuttavia questo è necessario: la dieta è la prima terapia ed inoltre è totalmente nelle vostre mani.

Seguire correttamente la dieta non vuol dire non poter fare eccezioni, che devono essere comunque eccezioni. In questo caso, se si assumono alimenti generalmente non consigliati, è necessario però moderare le dosi per evitare problemi.

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